Associazione azionisti Veneto Banca: patto di consultazione sul 5%

Associazione azionisti Veneto Banca: 200 soci uniti per salvare la banca

Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva cautelare della circolare di Bankitalia sui regolamenti che definiscono le nuove norme fissate dalla riforma del Governo Renzi in merito alle banche popolari.

Mozione che, se fosse stata accettata, avrebbe modificato aspetti fondamentali della normativa, con particolare riferimento al divieto di costituire una holding cooperativa come controllante di un istituto e alla limitazione del diritto di recesso ai soci contrari alla trasformazione in Spa.

Sebbene la riforma abbia superato, almeno per il momento, l’ostacolo legale, la situazione rimane comunque molto delicata per Veneto Banca. Oltre all’enorme perdita subita, 770 milioni di euro in nove mesi, la banca ha visto anche rassegnare le dimissioni di Francesco Favotto e Alessandro Vardanega, rispettivamente presidente e vice presidente dell’istituto.

Dall’altro lato però gli azionisti si sono già messi in moto per evitare il rischio di svendita e, soprattutto, tirare fuori la banca dalla situazione di criticità in cui si trova. Nasce così “Per Veneto Banca”, associazione che riunisce 200 soci “forti” e, al momento, vale circa l’8% dell’azionariato. Organismo che, come ha ricordato qualche mese fa il presidente Diego Carraro, nasce “per la banca e non contro”.

associazione azionisti Veneto Banca: patto parasociale sul 5% del capitale

Stando alle recenti dichiarazioni di alcuni membri, l’associazione azionisti Veneto Banca sta mettendo a punto un patto parasociale, che riguarderebbe una ventina di soci detentori del 5% del capitale sociale.

Decisione che è stata definita dai rappresentati della formazione, come una scelta di correttezza e trasparenza formale in vista della prossima assemblea, fissata per il 19 dicembre. La speranza è ovviamente quella di far valere le proprie richieste.

Va precisato che la sottoscrizione del patto, non costringe gli azionisti a uniformarsi al parere della maggioranza, ma imporrà solo obblighi di preventiva consultazione. Ai soci sarà dunque lasciata piena libertà di espressione.

Sebbene sembri improbabile che in sede di assemblea nascano contrasti in merito alla trasformazione della banca in Spa, potrebbero crearsi conflitti tra azionisti e management per la questione della quotazione in Borsa.

Già a settembre infatti Carraro aveva dichiarato che l’associazione azionisti Veneto Banca avrebbe preferito ritardare il più possibile l’ingresso a Piazza Affari, che se arrivasse troppo presto potrebbe portare a una perdita di valore dell’istituto.

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