Cambiare mutuo conviene con la surroga: quando richiederla

Cambiare mutuo conviene con la surroga: caratteristiche di quest’opportunità

L’attuale calo dei tassi ha indotto molti mutuatari al cambio della propria linea di credito. Solo fino a pochi anni fa il mercato non offriva prodotti così competitivi, in particolar mondo per quanto attiene ai finanziamenti a tasso fisso. Ma cerchiamo di comprendere in che misura e quando cambiare mutuo conviene.

L’opportunità di trasferire il proprio mutuo da una banca all’altra, senza dover sostenere per questo alcun onere (a carico in realtà del nuovo istituto di credito), è resa possibile dal decreto Bersani-bis relativo alle liberalizzazioni, intervento risalente al 2007.

Qualunque mutuatario può fruirne, vi è una sola condizione da rispettare: l’entità residua del finanziamento deve restare inalterata. Grazie alla surroga si può invece modificare sia il tasso di interesse che la durata del piano di rimborso. Aspetti cruciali per risparmiare nel passaggio dal vecchio al nuovo mutuo.

L’istituto di credito di partenza è costretto a concedere la surroga, un obbligo che non interessa però quello di destinazione. La surroga è tendenzialmente conveniente ma non per ogni cliente. Se infatti restano pochi anni alla conclusione del mutuo, è più vantaggioso rimanere con la propria banca. Perché? Nel nostro Paese il piano di ammortamento è “alla francese” e questo significa che buona parte dei tassi di interesse è sostenuta nel corso della prima metà del processo di rimborso.

Cambiare mutuo conviene soprattutto nel passaggio da fisso a fisso

A guadagnare di più dalla surroga sono invece i clienti che devono ancora affrontare molti anni di mutuo e magari hanno scelto una soluzione a tasso fisso. Attualmente è molto proficuo passare da fisso a fisso. Basti pensare che fino al 2012 il tasso fisso era quotato spesso al di sopra del 5-6%, al momento invece è molto di frequente inferiore al 3%.

Surroga mutuo, nel 2015 crescono le richieste a tasso fisso

A conferma di questi numeri giungono i risultati dell’indagine condotta da MutuiOnline sul primo trimestre 2015. Oltre la metà delle erogazioni (52,5%) ha adottato un tasso fisso, mentre il 43,9% ha preferito il tasso variabile. Appena il 3,8% è a tasso misto e l’1,6% riguarda infine il tasso variabile con Cap.

Vi consigliamo comunque di non scartare a priori una surroga a tasso variabile. In questo periodo è perfino più vantaggioso del fisso e se vi restano meno di dieci anni al termine del mutuo dovrebbe risultare piuttosto conveniente.

Rinegoziazione mutuo

Come ultimo suggerimento vogliamo ricordarvi che non esiste solo la surroga per ottenere una rata più contenuta. Potete rivolgervi alla vostra banca e richiedere un intervento di rinegoziazione, che permette rivedere le condizioni contrattuali. Spesso l’istituto di credito difronte al rischio di perdere il cliente è incline ad accettare una proposta compromesso.

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