Mutuo e Surroga: riduzione tasso e durata, ora conviene

Mutuo e surroga 2015: perché scegliere surroga o rinegoziazione

Il volano del mercato mutui 2015 è la surroga, intervento che permette di traferire il proprio debito residuo presso una nuova banca, modificando così tassi di interesse e durata del piano di rimborso. Molte banche hanno sfruttato questo strumento per attrarre nuove clienti, anche se il binomio mutuo e surroga non è il solo che assicura un risparmio per il cliente.

Prima di intervenire con la surroga, infatti, il cliente può cercare di relazionarsi con la propria banca così da rinegoziare la linea di credito accordata. Le nuove politiche monetarie della Banca Centrale Europea hanno portato a una riduzione dei tassi: attualmente un tasso fisso maggiore del 3% o uno variabile superiore all’1,5% possono essere oggetto di rinegoziazione.

La banca erogatrice non è costretta ad accettare la rinegoziazione, ossia a ridefinire le condizioni contrattuali del mutuo. Diverso è il comportamento della banca qualora il mutuatario intenda surrogare: l’ente erogatore è costretto ad accettare l’intenzione del cliente. La surroga permette a quest’ultimo di operare sul tasso di interesse e sulla durata del finanziamento. Ciò significa che, nella migliore delle ipotesi, il mutuatario può sia ridurre i tassi che la durata del mutuo. Un risultato che dipende dall’andamento del mercato e dalla nuova banca coinvolta.

Mutuo e surroga: esempio di surroga 2015

Cerchiamo di valutare l’effettiva convenienza dal mutuo surroga con un esempio concreto. Ipotizziamo un debito residuo pari a 150mila che devono essere restituiti in 20 anni al 5% fisso, la rata mensile corrisponde a 989 euro.
Sfruttando la surroga il mutuatario potrà ottenere un 3% fisso (ciò significa una rata da 831 euro) o l’1,5% variabile, in questo caso la rata sarà di 723 euro. Ma queste sono solo le prime due opportunità. L’altra variabile sulla quale può intervenire la surroga è la durata: riducendola l’utente paga meno interessi alla banca e quindi va a contrarsi il debito.

Riprendiamo l’ipotesi da cui siamo partiti: rata 989 euro, tasso fisso al 5% per 20 anni. Se l’utente scegliesse di operare la surroga riducendo di cinque anni il piano di rimborso e passando a un tasso variabile dell’1,5%, non noterebbe alcun cambiamento dal punto di vista dell’entità della rata (il cui nuovo importo sarebbe 931 euro), ma avrebbe un mutuo da 15 anni piuttosto che da 20.

Certo, il tasso variabile implica maggiori rischi rispetto quello fisso, ma un dato emerge in modo chiaro, anche la durata del piano di rimborso è determinante per stabilire la convenienza della surroga mutuo.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare la nostra sezione dedicata alla comparazione dei preventivi surroga.

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