Rinegoziazione mutuo prima casa

Cos’è la rinegoziazione mutuo prima casa

Con la crisi economica sono in molti i contribuenti che non riescono più a sostenere le rate del mutuo per la prima casa. Nasce da qui la necessità di modificare le condizioni di rimborso, che lo scorso anno ha portato a un sensibile aumento delle richieste di mutui surroga, ben il 27,6%.

Una pratica che deve il suo successo anche al vertiginoso abbassamento dei tassi di interesse, che hanno ormai raggiunto i minimi storici (attualmente l’Eurirs 10 anni è allo 0.870%, mentre l’Euribor 12 mesi ha raggiunto lo 0.17).

Quello che non tutti sanno però è che per ottenere delle condizioni di rimborso più vantaggiose, senza sostenere costi, ci sono delle alternative alla surrogazione del mutuo. È possibile infatti anche rinegoziarlo.

Differenze tra rinegoziazione e surroga mutuo

La rinegoziazione di un mutuo è l’operazione che consente di modificare alcune condizioni contrattuali legate al rimborso del credito, ad esempio la durata del piano di ammortamento, il tipo di tasso (fisso, variabile, misto, ecc.) o la frequenza delle rate.

È bene precisare che la rinegoziazione può avvenire però solo tra le parti che hanno sottoscritto il contratto di mutuo. In altre parole non è possibile rinegoziare un finanziamento cambiando banca. Chi desidera passare ad un altro istituto di credito può ricorrere alla surrogazione del mutuo, che consente di trasferire il finanziamento e modificare alcune condizioni contrattuali.

Come si ottiene la rinegoziazione del mutuo

Come ottenere la rinegoziazione mutuo prima casa? Trattandosi solo di una modifica delle condizioni contrattuali, la rinegoziazione può essere condotta tramite un semplice scambio di corrispondenza tra le parti. La legge 244/2007 stabilisce la possibilità per il debitore e il creditore originario di “pattuire la variazione, senza spese, delle condizioni del contratto di mutuo in essere”.

Tale norma prevede inoltre la possibilità di definire le modifiche al contratto tramite una scrittura privata, anche non autenticata. Non è richiesto quindi l’intervento di un notaio. Da un punto di vista fiscale la modifica delle condizioni contrattuali non comporta alcuna variazione dei benefici preesistenti.

È bene precisare che la modifica delle condizioni è possibile solo se banca e cliente riescono a raggiungere un accordo sulle variazioni da apportare, e non può essere imposta da nessuna delle due parti.

Ricordiamo infine che la rinegoziazione non consente di intervenire su tutte le condizioni del finanziamento, vi sono infatti modifiche contrattuali che esulano dal concetto di rinegoziazione. Non è possibile, infatti, variare l’importo del mutuo originario, né quello dell’ipoteca immobiliare che lo garantisce.

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