Tasi prima casa: ci sarà il taglio delle tasse?

Taglio della Tasi: le ipotesi sul campo

Il premier Matteo Renzi lo ha annunciato qualche settimana fa: la tassa sulla casa, la Tasi, verrà ridotta. Una dichiarazione di nobili intenti, e che giunge totalmente inaspettata: l’Italia, dal punto di vista delle finanze pubbliche, nonostante le opinioni dei più ottimisti, boccheggia. Certo, alcuni criticano l’atteggiamento del Governo in materia di bilancio che, seguendo pedissequamente la legge del 3% (a differenza di molti partner europei), dimostra di essere “più realista del re”.

Ad ogni modo, quando Matteo Renzi ha dimostrato di tenere a un taglio delle tasse è riuscito, seppur con tutte le riserve del caso, a rispettare le promesse. Basti ricordare la storia degli “ottanta euro”, cui nessuno credeva ma che alla fine sono apparsi nei portafogli degli italiani (o almeno di una minima parte di essi).

Le ipotesi sono ancora tutte sul campo. Non vi è alcuna certezza sull’entità e sulle modalità del taglio. Le versioni più accreditate vorrebbero una sforbiciata di 3,5 miliardi di euro, che salirebbero a 4 nel caso in cui, nel taglio, venisse inclusa l’Imu agricola. A fronte di un prelievo di decine di miliardi è un taglio rilevante ma non eccezionale.

Una cosa è certa: ancora per un mese, le notizie in merito scarseggeranno. E’ stato lo stesso Renzi ad ammettere che i passi avanti si compiranno solo a partire da settembre. Ha comunque assicurato che l’intero pacchetto di tagli sarà inserito nella Legge di Stabilità, che in genere si vara a Dicembre.

Taglio Tasi: le riserve e le difficoltà

Sono molte le riserve che stanno avanzando i detrattori del Governo o semplicemente la (folta) schiera di scettici che accompagna le uscite del primo ministro. Un primo ostacolo, per esempio, è dato dalle necessità espresse dai conti pubblici. L’Italia è un paese con pochissimi margini di manovra, perché ingabbiato nella regola del 3%. In breve, non si può spendere più di tanto. Ciò vale per tutti i paesi europei, ma a maggior ragione per il Bel Paese, gravato da debito che si fa sentire soprattutto in termini di interessi da pagare.

Il rischio, poi, è quello di far scattare la clausola di salvaguardia. Attualmente, siamo primo sul filo del rasoio. Qualche miliardo in più, ed ecco che, per legge, aumenterebbero a più livelli le tasse, per un totale di 16 miliardi.

Vi è poi da considerare l’eventuale prezzo da pagare per il taglio della Tasi. E’ evidente: la coperta è corta. Quale parte verrà lasciata al freddo e al gelo? La paura è che, questa volta, tocchi alla sanità. Il ministro Lorenzin si è dichiarata disponibile ad accettare un taglio agli sprechi, che però ricorda un po’ troppo da vicino il taglio ai servizi. Non è una buona notizia, se è vero che il Sistema Sanitario Nazionale è vicino già oggi al collasso.

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